Cronaca

Brusca: "Avvertii Berlusconi O accordo o nuove bombe"

Mercoledì 04 Maggio 2011 14:56 La redazione
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Il pentito depone al processo per la strage di via dei Georgofili a Firenze. "Il premier e Dell'Utri estranei alle stragi del '93, ma mandai Mangano a Milano per avvicinare il Cavaliere ". Fa il nome di Mancino, che replica: "Ho sempre combattuto Cosa Nostra". Veltroni: "Ora l'antimafia senta il premier". Ghedini risponde duro: "La sinistra pensi a Ciancimino"

Agenti del Gruppo operativo mobile nell'aula bunker dove depone il pentito Giovanni Brusca al processo per le stragi del '93

FIRENZE - I rapporti della mafia con la politica, la trattativa, i contatti con Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, Nicola Mancino come destinatario del papello di Totò Riina: sono diversi i temi affrontati da Giovanni Brusca nella sua deposizione oggi a Firenze nell'aula bunker in occasione del processo sulla strage dei Georgofili, in cui il pentito sostiene, prima di tutto, che "nel 1992 Cosa nostra aveva rapporti con la sinistra, con politici locali, con Lima e a livello nazionale con Andreotti. 

E parla a lungo di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. "Con le stragi del '93 non c'entrano", dice Brusca, perché la situazione "è collegata al passato". "Non sono i mandanti esterni delle stragi di mafia del 1993". Il loro coinvolgimento come controparte per la criminalità organizzata si sarebbe manifestato subito dopo, secondo il pentito. "In una conversazione", ha precisato il pentito, "si parlava di Berlusconi e di Dell'Utri quali mandanti esterni delle stragi, io dicevo che non c'entravano niente."

"Contattai Berlusconi nel '93: O accordo o altre bombe". Brusca riferisce però di aver contattato Silvio Berlusconi nel 1993 attraverso Mangano e Dell'Utri, per avvertirlo che in mancanza di un accordo la stagione delle bombe sarebbe continuata. Nella seconda metà del 1993 "mandai Mangano a Milano ad avvertire Dell'Utri e, attraverso lui, Berlusconi che si apprestava a diventare premier, che senza revisione del maxiprocesso e del 41 bis le stragi sarebbero continuate", ha detto il pentito. "Mangano - ha aggiunto - tornò dicendo che aveva parlato con Dell'Utri, che si era messo a disposizione".

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Maggio 2011 14:58 ) Leggi tutto...
 

Primo Maggio fra le polemiche Camusso: "Divisi siamo più deboli"

Domenica 01 Maggio 2011 17:58 La redazione
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L'appello del segretario della Cgil. Ma Angeletti, Uil: la vera emergenza è affrontare i problemi. La Festa dei lavoratori all'insegna delle polemiche. A Bologna Cgil e Cisl si spaccano. Nessun comizio a Napoli, solo concerto. A Milano blitz dei centri sociali contro i negozi. A Torino gli autonomi bloccano il corteo e bruciano bandiere della Cisl e della Uil. Renzi snobba i sindacati a Firenze: erano 400, meno dei loro dipendenti

Sindacati divisi nel giorno della Festa dei lavoratori. Nonostante l'appello del segretario della Cgil, Susanna Camusso, in molte città il 1° Maggio diventa terreno di scontro."Abbiamo ascoltato il presidente della Repubblica, credo abbia assolutamente ragione: i sindacati divisi sono sindacati più deboli", ha detto il segretario generale della Cgil, dando il via della manifestazione per il Primo maggio a Marsala.

"Insistiamo a dire che le differenze ci sono e non si superano facendo finta che non ci siano, ma dandosi nuove regole che permettano ai lavoratori di decidere", ha spiegato il segretario di Cgil, commentando le parole di ieri 1 del presidente della Repubblica. "I temi della crisi del paese sono tutti là, le ragioni del nostro sciopero rimangono tutte - ha aggiunto - vista la manovra finanziaria e le politiche che il governo si appresta a fare".

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Maggio 2011 14:42 ) Leggi tutto...
 

Cosa nostra investe nell'edilizia a Udine Sequestrati 50 milioni al boss in Ferrari

Giovedì 16 Dicembre 2010 10:35 La redazione
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L'imprenditore siciliano Vincenzo Graziano, ritenuto prestanome del clan dell'Acquasanta, aveva lasciato a Palermo solo una lussuosa barca, tutti i suoi interessi economici nel campo dell'edilizia li aveva trasferiti in Friuli, dove costruiva residence e correva con le sue lussuose automobili. Sigilli a società, immobili e conti correnti

Il costruttore Vincenzo Graziano era stato condannato per associazione mafiosa nel 1996, a 8 anni di carcere, e poi ancora nel 2009, a 5 anni, ma non aveva mai interrotto la sua attività in favore del clan palermitano dell'Acquasanta. Dopo la condanna, però, era diventato più prudente e aveva trasferito tutte le sue attività economiche lontano dalla Sicilia, in Friuli. Da due anni, a Udine, era tornato a fare la bella vita e girava anche in Ferrari o sulla sua fiammante Bmw X6. Adesso, il tribunale per le Misure di prevenzione di Palermo ha disposto il sequestro del patrimonio di Graziano, che ammonta a circa 50 milioni di euro.

I carabinieri del nucleo Investigativo hanno scoperto un piccolo tesoro fra Palermo e Udine. In Sicilia erano rimasti un cabinato di 13 metri e soprattutto tanti conti correnti. In provincia di Udine, a Martignacco, sono stati apposti i sigilli a sette appartamenti di un residence e a 14 autorimesse, poi anche a due terreni. A Tavagnacco, Vincenzo Graziano aveva fissato la sede della sua "A. g. costruzioni srl", anche questa sequestrata: presto, sarebbero partiti nuovi cantieri.

"Oggi Cosa nostra tende a parcellizzare il più possibile il proprio patrimonio per tentare di sfuggire alle investigazioni", dice il tenente colonnello Paolo Piccinelli, comandante del Reparto Operativo dei carabinieri di Palermo: "I mafiosi e i loro prestanome cercano di crearsi una nuova immagine, soprattutto nel campo dell'imprenditoria".

Vincenzo Graziano, che ha 59 anni, aveva lasciato la famiglia in Sicilia per ricominciare una nuova vita a Udine. Ma era solo una messinscena. Le sue corse in Ferrari l'hanno tradito.
Fonte ( LaRepubblica.It)

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 16 Dicembre 2010 10:39 )
 

P3, dopo 5 mesi in carcere Lombardi va ai domiciliari

Martedì 14 Dicembre 2010 13:23 La redazione
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ROMA - Dopo oltre cinque mesi di custodia cautelare in carcere, Pasquale Lombardi, giudice-geometra indagato per associazione per delinquere finalizzata alla violazione della legge Anselmi sulle società segrete, nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3, ha ottenuto gli arresti domiciliari. Il gip Giovanni De Donato ha accolto l'istanza della difesa, previo il parere favorevole della procura di Roma.



Lombardi sarà ai domiciliari nella sua casa di Cervinara, in provincia di Avellino, e non potrà comunicare solo con i familiari, i difensori e il proprio medico curante. Nel revocare la misura del carcere, il giudice ha tenuto conto non solo dell'età dell'indagato (77 anni compiuti nell'agosto scorso) e dei suoi problemi di salute, ma soprattutto di quanto Lombardi ha affermato nell'interrogatorio del 3 dicembre 1scorso al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo: "Dichiarazioni che - scrive il gip - lumeggiano una parziale e rilevante volontà di allentare, e forse iniziare a interrompere, i rapporti delittuosi con i sodali della 'societas sceleris' in contestazione".

Si tratta di "ammissioni esplicite" rese dall'indagato che hanno "ulteriormente riscontrato il quadro indiziario esistente sia riguardo alla esistenza della stessa 'societas sceleris' che riguardo ai numerosi delitti-fine perpetrati". Il risultato è che le esigenze cautelari si sono sensibilmente attenuate ma non sono totalmente venute meno tanto da "considerarsi ancora piuttosto allarmant.
Fonte ( laRepubblica.It)

Ultimo aggiornamento ( Martedì 14 Dicembre 2010 13:38 )
 

Amanda piange per Meredith "Raffaele e io siamo innocenti"

Domenica 12 Dicembre 2010 11:06 La redazione
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PERUGIA - "Alla famiglia di Meredith voglio dire che mi dispiace molto perché non c'è più": Amanda Knox, con la voce rotta dal pianto, si è rivolta così ai congiunti della studentessa inglese prendendo stamani la parola per una dichiarazione spontanea davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Perugia. La giovane americana ha parlato a lungo in italiano. Quando ha fatto riferimento alla famiglia della vittima (che sta seguendo il processo dall'Inghilterra), l'avvocato Francesco Maresca, uno dei legali di parte civile, è uscito dall'aula. "Anche io ho delle sorelle più piccole - ha detto la Knox - e solo l'idea della loro mancanza mi terrorizza. E' inconcepibile quello che avete subito voi e Meredith. Non è giusto. Anche io ricordo Meredith e il mio cuore è spezzato per tutti voi. Sono onorata di averla potuta conoscere". E ancora: "La morte di Meredith è stata uno shock terribile per me. Lei era una mia nuova amica. Un punto di riferimento per me qua a Perugia. Eppure è stata uccisa. Con la sua morte ho riconosciuto la mia vulnerabilità".

Fonte: laRepubblica.It

Ultimo aggiornamento ( Domenica 12 Dicembre 2010 11:16 )
 
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