Politica

I Democratici invadono Piazza San Giovanni

Domenica 12 Dicembre 2010 10:51 La redazione
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Doppio corteo a Roma, poi comizio del segretario nazionale del Pd. "La compravendita dei parlamentari è una vergogna". "Chi ci ha fatto le pulci su come faccio opposizione si deve ricredere". "Il mio sogno è dire all'Italia 'Vieni via con me'. Poi la proposta di un governo di responsabilità nazionale

ROMA - A tre giorni dal voto di fiducia al governo il Pd chiama a raccolta i militanti e riempie piazza san Giovanni a Roma. Lo fa mentre Silvio Berlusconi ostenta ottimismo per la sopravvivenza dell'esecutivo e mentre le manovre di un ravvicinamento tra Fli e il Pdl si fanno più concrete. "L'Italia deve cambiare" scandisce Pier Luigi Bersani dal palco. Perché l'idea di Paese che il segretario democratico racconta alla piazza è l'opposto dell'italia targata Cavaliere. Un'Italia che si deve levare "il berlusconismo dalle vene", che dica basta "all'uomo solo al comando e al 'ghe pensi mi'''. Perché in questa piazza '"c'è l'Italia di domani" assicura il segretario. Che urla, accompagnato dalla piazza, il suo "vegogna, vergogna" per la compravendita parlamentare di questi giorni. 

La giornata romana dei democratici vede i due cortei snodarsi nel centro cittadino. C'è tanta gente e migliaia di bandiere del Pd. Ed ancora cartelli, striscioni. Si canta "Bella ciao" e "Cambierà" di Neffa. Ma c'è anche una sottile ansia che il traguardo apparentemente vicino, possa allontanarsi. Lo capisci parlando con i manifestanti che ti confessano la preoccupazione per il voto parlamentare. Il timore che il Cavaliere

ce la faccia anche stavolta. Bersani lo avverte e dal palco scandisce: "Siamo sereni, non sarà un voto 'compravenduto' a cambiare la situazione". Il 14 non è "l'ora X" che potrebbe anche non scoccare. Certo, però, è "un passaggio cruciale" verso il dopo Berlusconi.

Bersani arriva sul palco e quasi si emoziona guardando la piazza. Inizia rivendicando la bontà della strategia del Pd. A dispetto di chi "ci ha fatto continuamente le pulci su come facciamo opposizione". "Se oggi siamo a questi punti - alza la voce il segretario - è anche merito nostro. Abbiamo messo noi, al tempo giusto, la mozione di sfiducia. Al tempo giusto, non tutti i giorni come le solite tifoserie e i soliti focosi amici ci suggerivano. Fatemelo dire, adesso. Ce l’abbiamo la patente per fare l’opposizione, non abbiamo bisogno di maestri che ci tirino la giacca tutti i giorni. Credo che lo si sia visto". Bersani non li cita ma la mente corre, tra i tanti, a Di Pietro.
( Fonte la Repibblica.It )

Ultimo aggiornamento ( Domenica 12 Dicembre 2010 10:56 )
 

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